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Sentenza di secondo grado: condannato Salvatore Parolisi a 30 anni di reclusione
1/10/2013 11:39:12
La Corte d'Appello dell'Aquila ha condannato in primo grado all'ergastolo Salvatore Parolisi per l'omicidio della moglie Carmela Melania Rea, uccisa con 35 coltellate il 18 aprile 2011.
Ieri, lunedì 30 settembre si è chiuso l'estenuante Processo di secondo grado che ha nuovamente condannato Parolisi.
La storia della giovane mamma, ritrovata priva di vita in un bosco di Ripe di Civitella, ha scosso l'opinione pubblica e ha fatto accendere i riflettore sull'enigmatica vita dell'ex caporalmaggiore Parolisi e sulla relazione extraconiugale che intratteneva con Ludovica Perrone, una soldatessa della sua stessa caserma.
Quella che doveva essere una spensierata gita a Colle San Marco di una semplice e giovane famiglia, si è rivelata l'ultimo capitolo dai retroscena drammatici per Melania Rea.
Sospettato già dal giugno 2011 e iscritto al registro degli indagati con l'accusa di omicidio, Parolisi sarebbe stato colpito secondo il Gip da una follia omicida.
Il movente sarebbe stato di eliminare dalla scena Melania, venuta a conoscienza del tradimento di quello che sembrava un marito e un padre esemplare.
In seguito al processo di Teramo l'intero impianto accusatorio venne ribaltato: Parolisi rimaneva accusato di omicidio della moglie per un rapporto sessuale negato.
Il 26 ottobre 2012 Parolisi venne condannato in primo grado all'ergastolo per l'omicidio di sua moglie, con l'obbligo di versare alla piccola figlia Vittoria, un risarcimento di un milione di euro.
Parolisi perse così anche la patria potestà e venne portato nel carcere di Castrogno di Teramo.
In quest'ultimo anno il processo all'Aquila è andato avanti ed oggi è arrivata la sentenza di secondo grado.
Il legale della famiglia Rea, Mauro Gionni, ha presentato alcune prove per smontare le repliche della difesa di Parolisi.
Il materiale presentato dal legale dei Rea mostrava un video che ritraeva Salvatore Parolisi nel luogo del delitto mentre dondolava la figlioletta Vittoria, vestito con gli stessi indumenti che indossava il giorno dell'omicidiodi Melania e una video chat hard con l'amante Ludovica Perrone in cui sono ben visibili le loro parti intime.
L'ultimo filmato mostrato dall'avvocato Gionni risalente al 20 aprile, il giorno del ritrovamento del cadavere, ribalterebbe quanto sostenuto dalla difesa di Parolisi su delle impronte di sangue rilasciate in uno chalet che potevano dimostrare la sua innocenza.
Arrivata la sentenza, uno dei 6 giudici ha rotto il silenzio affermando: " E' stata dura".
Dopo il giudizio di secondo grado, l'avvocato di Parolisi, Nicodemo Gentile, ha dichiarato: " Salvatore si aspettava qualcosa di diverso, non dico l'assoluzione, ma... Ora non ci resta che accettare il verdetto, non ci resta che attendere le motivazioni. E' importante aver eliminato l'ergastolo, ma ci aspettavamo una sentenza leggermente più umana".
ValterBiscotti, altro legale di Parolisi ha aggiunto: "Ci siamo parlati, anche se per un attimo, naturalmente era un pò avvilito, ma i processi finiscono in Cassazione. Evidentemente la Corte ha ritenuto di dover aderire alla ricostruzione fatta in primo grado dalla dottoressa Tommolini. Aspettiamo con ansia di leggere le motivazioni, nella speranza di non trovare ulteriori versioni.
Siamo gente abituata a lottare, i processi penali finiscono in Cassazione, ci sono sentenze di condanna che possono essere ribaltate. C'è amarezza perchè la pena, anche se di 30 anni, è severa. Ma non ci fermeremo."
Soddisfatta per l'esito della sentenza, la mamma di Melania, ha esclamato: "Giustizia è fatta". Della stessa opinione è il fratello Michele Rea, assediato da giornalisti ha dichiarato: "Abbiamo lottato per arrivare fino a qui, abbiamo creduto nella giustizia, ora è arrivata questa sentenza tanto attesa. Salvatore ha riportato questa ennesima condanna pesante, e sebbene resti sempre una sconfitta per la vita, resta una vittoria per la giustizia." Michele parlando della piccola nipotina Vittoria ha affermato: " Sicuramente saprà la verità quando sarà il momento e mia sorella ci aiuterà da lassù".
Priscilla Darbisi


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