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L'olio di palma, l'ingrediente alimentare più contestato al momento
30/06/2015 22:07:02

Numerosi studi e ricerche continuano a confermare la tesi relativa ai gravissimi problemi diabetici e al sistema cardiovascolare causati da un continuo e progressivo consumo di cibi contenenti l'olio di palma, un olio vegetale composto per il 50 % da acidi grassi saturi e per il 50% da acidi grassi insaturi. I frutti della palma dai quali viene prodotto il comunissimio olio, dopo una fase di sterilizzazione a vapore, una cottura e pressatura che prevede filtraggio si presenta dapprima di un colore rossastro e in un secondo momento, dopo la raffinazione, di un colore chiaro e neutro. Comunemente usato originariamente nei Paesi dell'Africa dapprima e in seguito esportato per il suo basso costo in tutto il mondo, l'olio di palma dopo le prime ricerche effettuate dalla Food and Drug Administration è stato considerato poco salutare, tanto che la stessa Agenzia americana per gli Alimenti e i Medicinali  ha obbligato i produttori a mostrare sulle etichette dei cibi la percentuale di prodotto presente negli alimenti in ogni singola porzione ,per non superare il 7% di grassi saturi previsti nel conteggio quotidiano delle calorie. Anche in Italia, numerosi studi effettuati dalle Universtà di Bari, Padova e Pisa, in collaborazione con la Società Italiana di Diabetologia sostengono che l'olio di palma sia dannoso in quanto è in grado di distruggere le cellule del pancreas che producono l'insulina, provocando il diabete mellito e problematiche al sistema cardiovascolare. Francesco Giorgino,  Ordinario di Endocrinologia  e Malattie del Metabolismo presso l'Università "Aldo Moro" di Bari e coordinatore del comitato scientifico della SID, ha spiegato che l'olio di palma agisce direttamente sulle cellule beta del pancreas distruggendole, provocando così una produzione inadeguata di insulina. "Il palmitato - ha spiegato il professor Giorgino - è il prototipo degli acidi grassi saturi, e rappresenta il principale acido grasso presente nel nostro sangue, soprattutto nei soggetti obesi o in sovrappeso. E' stato scelto in questo studio per comprendere il rapporto tra eccesso di grassi saturi nella dieta, aumento della quantità di tessuto adiposo corporeo e sviluppo del diabete di tipo 2. "L'obesità - ha continuato Giorgino - in particolare quella viscerale, cosiddetta "a mela", rappresenta uno dei più importanti fattori di rischio per lo sviluppo del diabete di tipo 2. I meccanismi responsabili di questo rapporto negativo non sono ancora del tutto chiariti, e per fortuna non tutti i soggetti obesi sviluppano il diabete. Ma è meglio non rischiare". Il tanto contestato olio di palma non rappresenterebbe un problema concreto per la salute delle persone, se non venisse assunto ogni giorno, per più volte al giorno. L'industria alimentare impiega l'olio di palma per i cereali croccanti della prima colazione, per i biscotti e dolci confezionati, per il pane dei toast, per i gelati e creme spalmabili di ogni tipo. Laura Rossi, nutrizionista del Centro di Ricerca per gli alimenti e la nutrizione ha infatti  spiegato: " Il consumodi prodotti con olio di palma dovrebbe essere limitato al massimo una volta al giorno e se possibile non tutti i giorni. "Se ne assumiamo uno a colazione, dovremo ricordare che abbiamo esaurito le occasioni per la giornata e sostituire gli altri snack con frutta, pomodori ciliegini, frutta secca". L'allarme sui prodotti contenenti l'olio di Palma scatta anche e soprattutto per i prodotti dedicati alla primissima infanzia: dal latte di proseguimento ai biscotti che si sciolgono nel biberon. Il Movimento di Difesa del Cittadino sollecitato da diverse donne e mamme ha lanciato una vera e propria guerra alla Plasmon con la raccolta di numerosissime firme per sensibilizzare la grande azienda a non utilizzare più l'olio di palma nei suoi prodotti.



Priscilla Darbisi




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