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Il film documentario sulla vita di Amy Winehouse in uscita a breve nelle sale italiane
31/08/2015 23:25:09

Sono passati già 4 anni dalla terribile scomparsa di Amy Winehouse e dal 15 al 17 settembre, a ridosso di quello che sarebbe stato il suo trentaduesimo compleanno,  uscirà nelle sale cinematografiche italiane "Amy - the girl behind the name" distribuito da Nexo Digital. Il docu-film diretto dal regista Asif Kapadia racconta ai fans di tutto il mondo i lati sconosciuti e oscuri del grande prodigio della musica britannica attraverso le testimonianze e i racconti di chi l' aveva conosciuta come nuova promessa della musica soul e che poi la vide arrivare sui grandi palchi internazionali tra successi, scandali mediatici e irregolatezze. Musicisti, manager, bodyguard e discografici raccontano per la prima volta al grande pubblico quella che era per loro Amy: una donna fragile, piena di talento, dedita alla musica, legatissima alla sua famiglia, in ribellione con il sistema dei media e dipendente dalle droghe e dall' alcol. L'attesissima pellicola, proiettata anche al Festival di Cannes 2015 nella sezione Proiezioni Speciali, rapisce i nostalgici fans dai primi secondi, quando l'immagine iniziale ci riporta al lontano 1998 e in poche note del comunissimo motivo musicale "Happy Birthday" la piccola Amy Winehouse rapiva e stupiva i pochi presenti con la sua inconfondibile voce. A seguire la traccia narrativa del film non potevano non esserci i grandi successi di una delle più grandi esponenti musicali di Camden Town. Canzoni come "Rehab", "Back to Black" e "Losing Game" raccontano le emozioni e le esperienze autobiografiche della Winehouse e lo stesso regista ha precisato: Tutto quello che dovevamo fare era svelare quei testi. Questa per me è stata la vera rivelazione: la scrittura di Amy. Tutti sanno come cantava, ma forse solo pochi si rendono conto di quanto scrivesse bene. Ha scritto testi e musica: tutto era suo"- e sul suo lavoro dedicato alla giovane star britannica scomparsa, Asif Kapadia rivolgendosi al presente, quasi ad indicare la sua permanente presenza negli animi degli affezionati, ha continuato: - "Questo è un film su una persona che desidera amore e non sempre ne riceve. Amy è un film sull'amore". A prendere le distanze dal regista e a dissociarsi sin da subito dal documentario la famiglia di Amy Winehouse, che si è dimostrata contrariata alla distribuzione della pelicola. Il padre di Amy, nell'aprile scorso, in un' intervista al Sun si scatenò contro il film dichiarando: "Dall'inizio la squadra del film aveva un'idea fatta e finta di quello che voleva fare e non ha lasciato che qualcuno si mettesse in mezzo, neppure la verità, neppure gli amici di Amy". Mitch Winehouse ha precisato poi: " vengo raffigurato come un padre assente, durante i suoi ultimi anni. Si dà l'impressione che la famiglia non ci fosse. Ma io ero lì, eravamo da lei tutti i giorni e Amy mi telefonava anche sette volte al giorno, ma questo nel film non si vede". In un'intervista ad una televisione australiana il papà della cantante ha poi ribadito il fatto che la figlia non fosse in balia della solitudine, specificando tra l'altro che era fidanzata con il regista inglese Reg Traviss - "Stava con Reg e stavano pensando di sposarsi. Non si dovrebbe dire, ma a un certo punto pensò di essere incinta. Far credere che fosse sola è francamente da criminali". Anche la madre di Amy ribadisce quanto detto dal marito e riferendosi alla pellicola ha fatto sapere: "E' fuorviante e contiene delle bugie: le testimonianze sono state raccolte a partire da un campione molto ristretto di conoscenti e amici di Amy, molti dei quali non hanno nemmeno preso parte agli ultimi anni della sua vita". Le dichiarazioni più forti che creano polemica e mettono in discussione l'operato di Asif Kapadia rimangono quelle di Mitch Winehouse che ancora sofferente per l'atroce perdita di Amy conclude: "La prima volta che l'ho visto sono stato male. Amy stessa sarebbe andata su tutte le furie: non lo avrebbe mai voluto". 



Priscilla Darbisi




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